Tanto basta conoscere un po’ la lingua, no?

Ciao a tutti! In questo primo post, vorrei sfatare qualche mito. Chi è nel settore avrà sentito mille volte queste frasi: “Per tradurre basta conoscere un po’ la lingua”, “A cosa serve? Tutti sanno l’inglese ormai”, “Google Translate è migliorato molto negli ultimi anni, presto non ci saranno più traduttori” e così via.

Ecco, diciamo che non è proprio così. Sebbene in Italia non esista ufficialmente un albo dei traduttori, non significa che chiunque possa svolgere il mestiere: per diventare professionisti bisogna studiare. E tanto. Sicuramente bisogna conoscere molto bene la lingua di partenza delle traduzioni, ma anche avere buona dimestichezza con la propria.

In secondo luogo, per citare Heinrich Heine, “l’esperienza è una buona scuola, ma le sue rette sono più alte”. Per tradurre bene, è necessario fare molta esperienza (e anche molti errori), ma anche studiare la teoria; tanta, tanta teoria.

Ora passiamo al tema “tutti sanno l’inglese”. Certo, le nuove generazioni hanno più possibilità di imparare a parlarlo correttamente rispetto a quelle passate; inoltre, veniamo costantemente bombardati dalla cultura americana, quindi è sempre più semplice comprenderne la lingua senza il bisogno di una traduzione. Ma quando si tratta di informative legali, contratti, manuali tecnici o simili, siamo sicuri di capire tutto senza causare danni?

Infine, le traduzioni automatiche: non si può negare che la qualità sia aumentata e sono indubbiamente utili per frasi brevi e immediate, ma per i testi più rilevanti è sempre necessario l’intervento umano, il cosiddetto “post-editing”.

Spero di essere stata sufficientemente chiara. Se avete domande o desiderate affrontare l’argomento in modo più approfondito, lasciate un commento!

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